TORINO - Via Modane 20/a, Via Millio 15/aTel. 011.3797626/630/635Giorno di chiusura: lunedì e domenica serasito: www.ristorantespazio.com
Finalmente! Un nuovo locale a Torino, non proprio nel cuore della città, ma sicuramente troppo poco pubblicizzato e quindi non molto conosciuto. Si chiama SPAZIO e si trova al primo piano dello stabile che ospita la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, un ente no-profit, vetrina delle tendenze attuali dell’arte contemporanea.Il ristorante è aperto dal 2002 e l’attuale gestione vede protagonista indiscusso uno staff estremamente preparato, un ambiente raffinatamente accogliente pur nelle sue geometrie rigorose. La cucina è di tipo mediterraneo con un’attenta ricerca e rivisitazione di equilibri e di accostamenti di sapori.Ci accoglie il gestore Beppe di Rienzo, uomo galante, che ci presenta il maître e sommelier Vladimiro Cascino che si occupa di descriverci il menu preparato dallo chef, Daniele Santovito. Quest’ultimo, pur avendo appena trent’anni, vanta importanti esperienze internazionali (ha lavorato a Londra) oltre che nazionali (ha lavorato al celebre “Bunet” di Torino) nel campo della ristorazione.L’ambiente è molto luminoso ed elegante, l’architettura della sala è ricercata, si respira essenzialità e al tempo stesso estrema professionalità. All’atto della prenotazione abbiamo chiesto di mangiare vegano perché riteniamo che sia una piccola “sfida” per chi non si occupa di questo tipo di cucina tutti i giorni… e il risultato è stato davvero sorprendente! Un’armonia di sapori, un intreccio di colori nella preparazione dei piatti (di forme diverse per ciascuna portata) e nelle scelte degli ingredienti tutti di qualità e alcuni piacevolmente insoliti (tartufo, rabarbaro,…), che mettono in primo piano l’importanza data sia al palato, sia agli occhi. Tutta la pasta fresca è preparata dalla cucina del ristorante, come il pane di impasti differenti: il tipo servito per l’antipasto è diverso da quello servito nelle portate successive (al sesamo, integrale, ai semi di papavero, al finocchio,… fino a quello all’acciuga ma non lo abbiamo assaggiato!). L’arredamento essenziale aiuta a dare una sensazione di calda e ben riuscita modernità, niente è lasciato al caso e all’impersonalità, nemmeno il tipo di copertura del pavimento o il tessuto per la realizzazione delle tovaglie o ancora il servizio accurato e sempre presente di Sylvie.La carta dei menù viene rinnovata ogni stagione: è un aspetto decisamente positivo e che sta a indicare una ricerca costante e un’attenzione particolare anche alla stagionalità degli ingredienti utilizzati.La carta dei vini, invece, è illustrata e mostra circa 130 etichette presenti nella cantina attraverso piccole riproduzioni delle etichette vere e proprie: sono di medio/ottimo livello e il genere di vini proposti non è per nulla banale, oserei dire quasi di nicchia, rivolta a una clientela esigente e sicuramente erudita in tale materia.La carta dei dolci presenta una decina di proposte in perfetto stile, non solo grafico, con l’atmosfera che si respira entrando nella sala attraverso il corridoio illuminato del piano inferiore dove e presente la caffetteria. I dolci sono squisiti e già al primo assaggio si intuisce il notevole bagaglio e la grande esperienza acquisita nel corso degli anni dal loro realizzatore, Renato Paris che però non abbiamo avuto il piacere di conoscere.Per un menù completo (2 antipasti, 1 primo, 1 contorno, 1 dolce) abbiamo speso 32 Euro a testa; servizio, coperto e acqua (depurata) sono sempre compresi nel prezzo.Non esito a consigliarlo a chiunque, a vegani, a vegetariani (per i quali c’è davvero l’imbarazzo della scelta) soprattutto perché nella prossima carta del menù verranno proposti e inseriti diversi piatti adatti a chi non si ciba di prodotti animali.
Prezzi: medio/altiServizio: ottimoAmbiente: ottimo
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