MILANO - Via Manzoni, 31 Tel. 02.62.312.645Giorno di chiusura: lunedì e domenica a pranzosito: www.armanijeans.com
Nel cuore di Milano, nello spazio Armani, sorge “Nabu”, il ristorante in stile giapponese con contaminazioni della cucina mediterranea e non solo.Sulla sinistra, appena si entra ci separa dal bar solo una lunga e ampia vetrata che permette di osservare non solo le persone sedute ai tavoli, ma anche lo stile dell’arredamento, minimale e moderno. Salite invece le scale si entra in una sala molto ben illuminata (ogni tavolino è rischiarato da un faretto posto sul soffitto che illumina perpendicolarmente senza dare alcun disturbo), e con la cucina a vista. Qui, dietro a un bancone, 3-4 ragazzi dai lineamenti orientali preparano sul momento alcuni dei piatti tipici come il sushi nelle sue diverse varianti. Il menù è alla carta, ma sono anche proposti alcuni menù degustazione tra cui quello vegetariano. Per quanto riguarda l’arredamento, i tavoli sono di legno finemente ed essenzialmente apparecchiati, non si vedono le classiche posaterie ma, accompagnano la salvietta sobriamente piegata, solo le bacchette in legno (se non le sai usare ti forniscono delle posate tradizionali!). La cucina è prevalentemente vegetariana, e di mare. I prezzi sono alti ma le porzioni sono buone. Abbiamo ordinato alla carta alcuni piatti e in generale si può dire che sicuramente preferiscono puntare sulla loro presentazione, sui giochi di colori, a volte a scapito del gusto. Tra questi, la “julienne di verdure in tempura”: personalmente, ne ho mangiata una a Torino, molto meno unta. Infatti, il segreto di questo stile di cottura è che quando lo porti a contatto con il palato non si deve assolutamente avere la sensazione di un boccone fritto… non è stato il caso di Nabu. Cerca di aggiustare l’eccesso, una salsina preparata con salsa di soia, limone con l’aggiunta di un’altra spezia leggermente pepata. Devo dire che un po’ di delusione c’è stata. Un’altra cosa che non mi è piaciuta molto è stata la consistenza del tofu che abbiamo assaggiato in due preparazioni: qui, usano quello vellutato che, a parere mio, non soddisfa perché scivola in bocca e ha pochissima consistenza. Insomma più apparenza che sostanza. In generale le preparazioni sono risultate abbastanza grasse (forse solo per il nostro palato?!) e forse un tantino esagerati i prezzi dei dolci! Tutto bene, ma solo se ne vale la pena… e una pallina di gelato al the verde con un tortino di cioccolato per 13 euro ci è sembrato sproporzionato, visto che il sapore globale non li valeva affatto.Ottima invece la carta dei vini e il passito che abbiamo voluto accompagnare al dolce, davvero un elisir!La serata è stata comunque piacevolissima soprattutto grazie a un simpatico cameriere (ovviamente di origini orientali!) che ci ha seguiti per tutta la serata nonostante la marea di clienti che sono transitati durante le 3 ore in cui siamo rimasti al tavolo. In questa occasione non ci siamo presentati, quindi si può assolutamente dire che il servizio è davvero professionale e attento.L’impressione nel complesso è stata quella che il sapore dei piatti passasse un tantino in secondo piano, perché a farla da padrona era sicuramente l’ambiente molto elegante e mondano presente in quella serata. Vale davvero la pena per l’ambiente e il genere di “personaggi” che si possono incontrare, ma la cucina non ne è propriamente all’altezza di quanto si dice.
Prezzi: altiServizio: ottimoAmbiente: ottimo
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