I veg*ani e gli animali.

Saturday, January 27, 2007 10:07:48 PM (W. Europe Standard Time, UTC+01:00)

Ci sembrava giusto e doveroso in questo ambito trattare il veg*nesimo anche dal punto di vista etico e quindi nel rispetto degli animali e accennare al loro sfruttamento e alle loro condizioni di vita determinate dalle sempre maggiori richieste del mercato.
Ci teniamo a sottolineare che abbiamo deciso di non pubblicare fotografie scandalo che ritraggano le condizioni di vita degli animali da allevamento o che diano l’idea del trattamento subito al macello, in quanto l’impatto è sempre molto forte sull’uomo in genere, figuriamoci per i bambini, perchè a qualunque età ormai è consentito navigare con il computer e qualsiasi fanciullo potrebbe visitare queste pagine e venirne urtata la propria sensibilità. Quello che ci limiteremo a scrivere riguarda sì gli animali ma non daremo nessuna descrizione di come vengono allevati polli, galline ovaiole, mucche e maiali proprio nel rispetto dell’infanzia che già si trova a crescere a ritmi sempre più serrati con tutte le conseguenze che derivano dal guardare troppa tv senza il controllo costante dei genitori, dal navigare indisturbatamente e innocentemente sui siti internet, trascurando quelle che dovrebbero essere le principali attività e valvole di sfogo per loro: il gioco e il contatto con l’ambiente e i propri simili.
Possiamo allora dire che, ormai, la quasi totalità degli allevamenti sono a carattere intensivo, per poter sostenere la continua e incessante domanda di carne e dei principali derivati animali con cui creare piatti sempre più veloci, gli spazi delle gabbie e dei recinti in cui vivono sono molto ristretti, spesso gli animali non vedono nemmeno la luce del sole e tutti, o quasi, finiscono comunque al macello dove vengono trattati come se non avessero emozioni.
Osservando invece i gatti o i cani che teniamo negli appartamenti ci rendiamo conto da soli che i nostri amici hanno dei sentimenti, dettati dall’istinto e non dalla ragione, ma pur sempre sensazioni (non c’è bisogno che lo dica alcun credo religioso): quando apriamo la porta di casa e il nostro gatto ci guarda come per dire “era ora che arrivassi, oggi hai fatto più tardi del solito!”… o quando il cane ci salta addosso con le sue zampe per farci le feste e farsi fare le carezze… cosa c’è di diverso da un maiale o da una mucca, allora?
Non tutti i carnivori inoltre sanno che nella stragrande maggioranza degli allevamenti di oggi il cibo che viene dato agli animali per crescere è in realtà una bomba di antibiotici, ormoni, medicinali e prodotti chimici destinati a far “gonfiare” il più rapidamente possibile il bestiame per far arrivare prima la bistecca sulle loro tavole! E ancora meno sono coloro che intuiscono che tutti questi elementi chimici finiscono nella carne che gustano al ristorante! Chissà perché non provano magari a uccidere con le proprie mani un vitello o un coniglio… sarebbe un’esperienza da fare per potersi rendere conto di persona che cosa significa stare davanti a un animale che sa perfettamente che sta per essere macellato.
E ancora meno sono le persone che sanno che di tutto ciò non ce ne sarebbe nemmeno il bisogno… dato che non siamo carnivori ma, al contrario, siamo frugivori.

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