Ci sembrava giusto e doveroso in questo ambito trattare il veg*nesimo anche dal punto di vista etico e quindi nel rispetto degli animali e accennare al loro sfruttamento e alle loro condizioni di vita determinate dalle sempre maggiori richieste del mercato.Ci teniamo a sottolineare che abbiamo deciso di non pubblicare fotografie scandalo che ritraggano le condizioni di vita degli animali da allevamento o che diano l’idea del trattamento subito al macello, in quanto l’impatto è sempre molto forte sull’uomo in genere, figuriamoci per i bambini, perchè a qualunque età ormai è consentito navigare con il computer e qualsiasi fanciullo potrebbe visitare queste pagine e venirne urtata la propria sensibilità. Quello che ci limiteremo a scrivere riguarda sì gli animali ma non daremo nessuna descrizione di come vengono allevati polli, galline ovaiole, mucche e maiali proprio nel rispetto dell’infanzia che già si trova a crescere a ritmi sempre più serrati con tutte le conseguenze che derivano dal guardare troppa tv senza il controllo costante dei genitori, dal navigare indisturbatamente e innocentemente sui siti internet, trascurando quelle che dovrebbero essere le principali attività e valvole di sfogo per loro: il gioco e il contatto con l’ambiente e i propri simili.Possiamo allora dire che, ormai, la quasi totalità degli allevamenti sono a carattere intensivo, per poter sostenere la continua e incessante domanda di carne e dei principali derivati animali con cui creare piatti sempre più veloci, gli spazi delle gabbie e dei recinti in cui vivono sono molto ristretti, spesso gli animali non vedono nemmeno la luce del sole e tutti, o quasi, finiscono comunque al macello dove vengono trattati come se non avessero emozioni.Osservando invece i gatti o i cani che teniamo negli appartamenti ci rendiamo conto da soli che i nostri amici hanno dei sentimenti, dettati dall’istinto e non dalla ragione, ma pur sempre sensazioni (non c’è bisogno che lo dica alcun credo religioso): quando apriamo la porta di casa e il nostro gatto ci guarda come per dire “era ora che arrivassi, oggi hai fatto più tardi del solito!”… o quando il cane ci salta addosso con le sue zampe per farci le feste e farsi fare le carezze… cosa c’è di diverso da un maiale o da una mucca, allora?Non tutti i carnivori inoltre sanno che nella stragrande maggioranza degli allevamenti di oggi il cibo che viene dato agli animali per crescere è in realtà una bomba di antibiotici, ormoni, medicinali e prodotti chimici destinati a far “gonfiare” il più rapidamente possibile il bestiame per far arrivare prima la bistecca sulle loro tavole! E ancora meno sono coloro che intuiscono che tutti questi elementi chimici finiscono nella carne che gustano al ristorante! Chissà perché non provano magari a uccidere con le proprie mani un vitello o un coniglio… sarebbe un’esperienza da fare per potersi rendere conto di persona che cosa significa stare davanti a un animale che sa perfettamente che sta per essere macellato.E ancora meno sono le persone che sanno che di tutto ciò non ce ne sarebbe nemmeno il bisogno… dato che non siamo carnivori ma, al contrario, siamo frugivori.
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