Chi è il vegano?

Thursday, December 13, 2007 10:27:39 PM (W. Europe Standard Time, UTC+01:00)

È colui che in ambito alimentare non assume alcun tipo di prodotto animale compresi il latte e tutti i suoi derivati, le uova e il miele. Nelle accezioni più strette, il vegano non solo non si ciba di questi alimenti, ma non indossa vestiti o calza scarpe realizzati con pelli o lane, (chiaramente di origine animale), come anche la seta, la pelliccia, il cuoio.
Il vegano nel senso più ampio del termine quindi, è colui che sceglie di vivere nel rispetto di tutte le forme di vita e soprattutto della propria, perché lo sfruttamento e la sofferenza a cui sono sottoposti quotidianamente gli animali danneggiano non solo l’animale stesso e chi si nutre della propria carne ma anche l’ecosistema, in senso globale.
Se si smettesse di mangiare carne e far produrre latte, uova, pelli come se fossero delle macchine si avrebbero, infatti, meno spreco di risorse naturali come l’acqua (per pulire le stalle, per lavare il bestiame,…), meno investimenti in ambito farmaceutico (antibiotici per scongiurare malattie che potrebbero uccidere l’animale o anche solo rallentarne la produzione di latte o uova, ormoni chimici per gonfiarli e renderli maggiormente appetibili nei banchi delle macellerie e nei frigoriferi dei supermercati), più terre potrebbero essere destinate alla coltivazione di cereali e verdure (invece che destinarle al pascolo), tutti fattori che allevierebbero la fame nel mondo, ...
La maggior parte dei vegani diventa tale o per ragioni puramente etiche o per ragioni salutistiche, ma la scelta dovuta all’una o all’altra motivazione conduce, in ogni caso, ad allargare il proprio orizzonte, non a restringerlo come potrebbe sembrare superficialmente, e ad ampliare le proprie conoscenze, in quanto proiettati verso una migliore e maggiore informazione.
Il vegano eticamente, a differenza del vegetariano (che elimina solo la carne dalla propria tavola), si oppone totalmente alla sofferenza inflitta agli animali “destinati” a nutrire la popolazione: si potrebbe dire che non si nasconde dietro l’affermazione tipica dei vegetariani “ma se bevo il latte o mangio il formaggio la mucca non muore!”.
In questo caso il vegetariano si accontenta di una non buona informazione: non immagina cosa voglia dire per l’animale produrre, o meglio sovraprodurre, latte o uova grazie alla super-nutrizione a cui viene sottoposta per ingrassare e per far aumentare la quantità dei suoi prodotti a scapito senz’altro della qualità. Forse non sa nemmeno che gli ormoni e gli antibiotici mescolati alle poltiglie date da mangiare al posto del fieno fresco sono “memorie” che l’animale allevato in queste condizioni porta dentro e perciò sono trasmesse alla propria carne e al proprio latte sia fisicamente che “energeticamente”.
Tutto questo, unito ai mangimi artificiali e ai medicinali somministrati agli animali in grandi dosi, fa sì che le tossine si depositino proprio in quello che l’uomo mangia e beve tutti i giorni e, nella maggior parte dei casi, inconsapevolmente.

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