Sveglia presto… di nuovo! Tanto non riseci a dormire più di tanto perché vuoi vedere un sacco di cose… Freddo, tanto freddo… di nuovo! Ma ce lo aspettavamo e siamo partiti dall’Italia attrezzati! Ci vestiamo a super-cipolla!
Ci dirigiamo verso Times Square scendendo dalla Broadway e veniamo letteralmente investiti da una quantità di luci e cartelli enormi che avevamo solo immaginato!! Adesso ho capito perché è uno dei posti più fotografati di Manhattan… La piazza non è poi così grossa ma si snoda verso il cielo con le pubblicità degli spettacoli di Broadway, dei negozi… C’è l’impossibile, ma per fortuna poca gente dato che è prestino! Dico per fortuna perché dopo un paio di ore… sarebbe stato molto facile perdersi di vista… è stato il luogo più affollato del nostro viaggio. Macchine fotografiche a go-go e in ogni angolo della piazza… devo dire che comunque ne vale la pena veramente. Ha un suo fascino.
Giriamo a lungo per le strade lì attorno e respiriamo molta “atmosfera turistica”, molti negozi di souvenir ti rifilano le stesse tazze piuttosto che le stesse magliette piuttosto che gli stessi cappellini… (forse si capisce che non sono così favorevole alla globalizzazione?). Ma vogliamo parlare della sensazione che si ha aggirandosi per le strade e osservando le code alle decine e decine di teatri sparsi per avere i biglietti, o per entrare… i manifesti con gli attori che sei abituato a vedere in TV: “ah, guarda qui, c’è uno spettacolo con Lana Turner…, e qui di fronte uno con Al Pacino,…” che bello! Cioè loro sono lì o saranno lì o sono stati lì… ma avevamo deciso comunque che ci saremmo “accontentati” del Lago del NYCB. Peccato non aver voluto vedere nemmeno uno delle decine di musical di Broadway che vengono proposti magari in repliche da mesi, se non da anni!! Ma abbiamo deciso di occupare il tempo diversamente… sarà per la prossima volta!
Cerchiamo un posto dove pranzare e ci dirigiamo verso il ristorante vegano sulla 7a Avenue, il Loving Hut (qui c’è la mappa), ma è domenica e purtroppo è chiuso. Non mi ero neanche informata, sapevo sarebbe stato sulla strada…
Praticamente di fronte c’è una delle decine di catene di cibo, questa volta si chiama Fresh&Co (qui c’è la mappa), entriamo e troviamo una calda zuppa di lenticchie vegana, segnalata dal cartellino e un panino con falafel di ceci, sempre vegano… che fame…!
Ma perché devono usare così tanto peperoncino? Poi ci rifletto… Forse per compensare l’eccesso di carne (yang) ci vuole qualcosa di estremo yin e il piccante fa esattamente quello! Ammazza un po’ i sapori, ma abbiamo freddo e fame. Il sapore è buono, molto ben cotta la zuppa (i legumi non sempre vengono cotti bene!!) prezzi modici: $15 (circa €11,00).
Scendiamo ancora verso Chelsea e facciamo un bel giro, purtroppo essendo domenica le gallerie sono chiuse… Peccato però è un quartiere molto singolare, residenziale. Quello con le casette tutte in fila con i gradini che si vedono nei telefilm…
Ci imbattiamo per caso in un altro ristorante vegano per eccellenza a New York, Blossom (qui c’è la mappa). Ma non lo proviamo, abbiamo appena pranzato!
In dettaglio la lavagnetta… almeno!Vorrei andare da Panhandler (qui c’è la mappa), uno dei negozi di casalinghi che mi hanno consigliato di andare a vedere… ma purtroppo è chiuso, anzi, in ristrutturazione… o fallito! Non abbiamo capito. Allora vorrei fare un salto da Dean&Deluca (qui c’è la mappa) quindi prendiamo di nuovo la Broadway. Pare sia un negozio di specialità gastronomiche provenienti da tutto il mondo e famoso in tutto il mondo (solo io non lo conosco?). Trovo degli attrezzi da cucina sfiziosi e delle mini tortiere. Non è poi così eccessivamente caro su questi articoli, mentre sul cibo diciamo che non scherza!Passiamo davanti a Tower Records, un negozio di 3 piani di cd e video. Mi ero prefissata un saltino per motivi di lavoro… Chiuso anche quello, anzi no, in ristrutturazione,… o fallito! Che sfortuna galattica oggi, forse è meglio che non decida più io dove andare e che non programmi più per la giornata… evidentemente!!
Torniamo verso l’albergo e visto che non siamo carichi affatto, andiamo per l’ultima volta (così sembra) da Whole Foods Market a Columbus Circle (ce ne sono 13 in tutta la città!) per prendere un paio di cose da mangiare che vorrei portarmi in Italia.
Eccole qui! E sono stata brava… non mi sono fatta prendere la mano!
Ne approfittiamo per fare cena (sono le 18!) e mangiamo un paio di cosine… anche un po’ di frutta, siamo un tantino disidratati, ma con il freddo non ti viene proprio la smania di bere acqua! Coda bestiale ma con ben 35 casse, in 20 minuti ce la caviamo. Ravioli vegani e frutta.
Torniamo in albergo relativamente presto rispetto agli altri giorni, doccia e via di nuovo! Destinazione Empire State Building… alto, altissimo… $21 per l’86° piano, $15 in più per l’osservatorio al 102°!! Il mio consiglio è quello di non andare al 102° non è così indispensabile, ma è vero che non capita tutti i giorni di essere a 380 metri di altezza esclusa l’antenna, senò sono 440 i metri! Andrea fa una bella considerazione: “Se ti dicono che un posto si trova a una distanza, in orizzontale, di 300 metri da te, pensi “va beh, non è niente”, ma se pensi che un posto si trovi a 300 metri sopra di te…” In effetti, una volta che ci sei sopra non ti viene proprio da dire che è una bazzecola, una quisquilia! Piuttosto ti viene da dire un “wooooow” grande quanto Central Park! Siamo stati anche fortunati perché la serata era limpidissima per l’aria che tutto il giorno ci ha tenuto compagnia! Consigliatissimo! Panorama mozzafiato è il caso di dire!
Torniamo a Times Square, la vogliamo vedere di notte, con tutte quelle luci! La piazza sembra “addobbata come un albero di Natale” non rende l’idea descriverla! Una marea di gente, ovunque, ti dà anche un po’ fastidio… Comunque penso: “certo che una città di 8 milioni di abitanti esclusi i turisti ne deve offrire di interessi e svaghi alla popolazione. E Manhattan ne conta solo 2.000.000!”. Foto esagerate anche di sera!
Ci vogliamo proprio buttare, siamo stanchi come non mai ma svegli ed eccitati per Times Square e l’Empire, ma almeno un locale di sera lo vogliamo vedere prima di ripartire. Andiamo al Jimmy's Corner e dalla proprietaria veniamo a sapere che esiste da oltre 30 anni!! Un locale che resiste, storico, si può dire, per essere in una città dove per un locale che apre ce n’è un altro che chiude (così dicono!). Su tutte le pareti sono affisse bellissime foto di pugili famosi, ritagli di riviste, c’è un juke-box con musica d’altri tempi, una campana originale degli incontri di pugilato, e si beve al bancone una birra. Una semplice Beck’s ma sembra essere più buona... lo so che è solo immaginazione… sarà l’atmosfera?
No, non voglio tornare a casa… dico ad Andrea “ma tu non hai la sensazione che potresti ancora restare? Che non ti senti un pesce fuor d’acqua, che ti senti accolto, completamente a tuo agio?”. Non mi era mai successo all’estero… Perché anche ne viaggi più belli e ricchi comunque alla fine ti dici, “sì, rimarrei ma mi fa piacere anche tornare a casa…”. Beh, qui no, a Manhattan no, a New York no, non hai la stessa sensazione. Ti senti parte integrante di quello che ti circonda, con la magnificenza, l’esagerazione, la grandezza in ogni cosa che fanno i Newyorkesi, con la diversità i contrasti, ti senti completamente adattato e lo hai fatto in pochissimo, forse solo in 4-5 ore, non ci sono voluti giorni e giorni…Certo da turisti è una cosa, da abitanti è un'altra… si sa… ma è stata una sensazione nuova, mai provata prima e adesso capisco tutti quelli che ci sono già stati e che prima di partire ci invidiavano un po’ o ci avvertivano di fare prima il biglietto di ritorno… adesso farò parte del club dei nostalgici anche io… chi l’avrebbe mai detto?
Domani è l’ultimo giorno… lo voglio vivere fino in fondo!
Inserito in Viaggi |Comments [0] |
Remember Me
a@href@title, b, blockquote@cite, strike
Questo blog contiene pensieri espressi a livello personale che non coinvolgono nessuna delle organizzazioni con le quali collabiamo oppure abbiamo collaborato nel passato. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Il materiale reperito in rete è stato in buona fede ritenuto di pubblico dominio. Chiunque ritenesse danneggiati i suoi diritti di autore dai contenuti di questo blog ci può contattare per richiedere la rimozione degli stessi.
Vegfestival
Veggie Pride
Semplicemente Vera