Eccomi! Un po’ in ritardo ma non per problemi tecnici (come è possibile con un fidanzato sistemista??!!!) , ma più che altro di stanchezza e tempo…Oggi, come prima giornata, ho avuto l’impressione che New York sia una enorme calderone di contrasti. Di ogni genere: dall’abbigliamento, ai mezzi di trasporto, alla condizione sociale, alle condizioni metereologiche,… tutto riunito in 5 metri di passeggiata. La sensazione mentre cammini sui marciapiedi della città, larghi almeno il doppio rispetto a quelli che sono abituata a calpestare nella mia quotidianità, è molto particolare, ti sembra di “essere trasportato”, di venire trascinato da qualcosa di impalpabile, una specie di elettricità. Non vedi mai quasi mai gente ferma a guardare le vetrine, persino sulla 5 Avenue, la “via Montenapoleone di New York”, ovviamente elevato alla enne per prestigio e prezzi!!Come prima giornata, abbiamo fatto un giro molto carino dal mattino presto (le 8.00 locali) e la giornata ha sicuramente raggiunto il culmine nel pomeriggio con il panorama dal Top of the rock, al Rockfeller Center.Il cielo non era dei più sereni la mattina, ma dopo pranzo ha fatto capolino il sole che ci ha riscaldati per tutto il pomeriggio scacciando le nuvole… Bellissimo, mozzafiato, altissimo… in un ascensore dal cui soffitto trasparente si vedono i cavi che lo sorreggono e ti danno la dimensione della velocità con cui sale (o scende) anche solo dovendo sbadigliare (beh, non è che ci siamo dovuti concentrare molto… dato che la stanchezza c’era davvero!) perché le orecchie ti si chiudono: 67 piani, 670 metri di altezza, in massimo 13 secondi! Praticamente lo stesso tempo che noi ci mettiamo per fare 10 di piani nei palazzi a Torino!!Ma facciamo un passo indietro… non abbiamo iniziato la giornata con il Rockfeller ma con una bella passeggiata a Central Park, abbiamo ovviamente visitato Strawberry Fields… come non mancare… e sinceramente non so se John Lennon volesse che si trasformasse in un luogo così turistico, tutti a fare foto sul mosaico a lui dedicato dalla città di Napoli dopo la sua morte improvvisa. Boh, io non l’ho fatta la foto ne mi sono fatta fotografare indicando la scritta “imagine” composta al centro del mosaico come hanno fatto invece tutti quelli che erano lì… Non mi sembrava una cosa carina, ma i turisti sono turisti, lo sappiamo. Ti fai prendere dalla “fregola” della foto (poi adesso, con le digitali ne puoi fare all’infinito e non le devi sviluppare!) ma sarebbe opportuno fermarsi a pensare che certi posti possono rimanere impressi nella memoria senza l’obbligo della prova fotografica… va beh!Come dicevo… Central Park. È veramente molto bello e enorme, un cuore di verde al centro di Manhattan, e anche se siamo abituati a vederlo sempre lussureggiante e pieno di gente a fare pic-nic nei film, in inverno ha sicuramente un suo fascino con i laghetti gelati, i mucchi dell’ultima nevicata, alcuni sentieri ancora ghiacciati… molto suggestivo.Fatto un bel giro largo di Central Park siamo ritornati sulla Broadway, abbiamo passeggiato e quando abbiamo trovato il Teathre District siamo andati a prenderci i biglietti che avevamo prenotato dall’Italia per la serata tanto agognata da me, un avvenimento a cui una ballerina (o pseudo) in visita a New York non deve assolutamente mancare: il Lago dei Cigni ballato dal New York City Ballet!! Non stavo nella pelle!!! Insomma prendiamo i biglietti e vuoi non fare sosta al Metropolitan lì attaccato? Ovviamente qui ho fatto il mio primo acquisto pregustandomi il sapore della serata nella Grande Mela!! Pranziamo al Whole Foods Market visitato in anteprima la sera dell’arrivo e prendiamo una bella zuppetta di carote e zenzero calda… ci voleva per sistemarti un po’ lo stomaco dal fuso orario! Molto saporita, vegana ovviamente come segnalato dal cartellino (nella foto no si capisce!!). Prezzi medi… servizio fai da te…
Ripartiamo e prendere la 5 Avenue e non ci fermiamo a guardare le vetrine ma tutte le persone che vi passano davanti… di tutte le fogge possibili…
Davanti all’Hotel Plaza, vuoi non andare a fare una visitina all’Apple Store? Perché Andrea adesso è un po’ fissato con Mac, i-phone, i-pad,…! Ma sono tutti uguali… la globalizzazione… hanno il wi-fi gratuito se interessa! Subito a fianco siamo entrati in uno dei negozi più famosi di giocattoli che si chiama Fao Schwarz, enorme… a dir poco! Di tutti i tipi, dai pelouches enormi (large, exrtra-large anzi) all’abbigliamento da festa, sogno di qualunque bambino, ai giocattoli di legno (che, mi convinco sempre di più che siano più educativi di quelli di plastica…), ai puzzle, uno stand solo per la Lego, al Big Piano, una tastiera di pianoforte lunga 5 metri circa che si suona con i piedi… bellissimo! Non so se in Italia ci sia già… Ma perché qui è tutto LARGE o BIG ? Comunque prima di uscire un paio di regali small li abbiamo presi qui… per i nostri nipotini cuccioli! Finalmente riesco a trascinare via Andrea e continuiamo la passeggiata…A un certo punto alziamo lo sguardo verso il cielo e esattamente sulla nostra destra ci sovrasta un grattacielo altissimo… nero (il mio colore preferito), luccicante per il sole e siamo saliti al 5 piano (niente di che) del Trump Tower… interni ovunque di marmo rosa-arancione, un po’ eccessivi… se l’è fatto costruire per uso personale… alla faccia della megalomania, più di 200 metri di altezza!! Ma non ne vale la pena più di tanto… è il nero che mi ha attirato! Ci sono ristoranti e negozi al piano terra.
La giornata è bella, ci dirigiamo verso il Rockfeller Center di cui ho già largamente scritto, con i suoi pattinatori sul ghiaccio sulla pista davanti. Dicono sia meglio dell’Empire State Building… poi vedremo!
Ormai è pomeriggio inoltrato e facciamo rotta verso l’albergo per prepararci per il balletto, al David H. Koch Theatre al Lincoln Center, per il Lago dei Cigni. Ballerini davvero bravissimi, coreografia un po’ troppo snaturata da quella di Petipa, per me il coreografo Peter Martins ha un tantino esagerato non tanto con i virtuosismi ma con l’uso delle braccia e con la ripetitività dei movimenti… Sono intervenuti nel primo atto anche gli allievi della Scuola del NYCB, proprio quelli piccolini… che tenerezza! Per loro una bella opportunità! Non mi ha entusiasmato moltissimo a parte il lato tecnico e la “pulizia”… in fondo come avrebbe potuto entusiasmarmi se l’ultimo che ho visto a teatro è stato quello con il più bel cigno del momento, Svetlana Zakharova?
Per non rimanere digiuni, dato che è sulla strada, andiamo di nuovo al Whole Foods Market a cenare… questa volta mangiamo un po’ di più di una zuppa e ci lanciamo con il tofu e i ravioli vegan. Buoni i ravioli, la pasta un po’ collosa, il tofu però abbastanza anonimo… Quello grigliato non sapeva di nulla, quello con le mandorle non era male, ma da qui a buono ce ne passa. Prezzi medi. Non ce l’ho fatta a prendere il muffin vegano… La prossima volta!
Mangiando ai tavolini non si riesce a respirare un po’ di tranquillità, come dovrebbe essere il momento dedicato al cibo… forse si respira anche un po’ di individualità, di solitudine forse, vedi tante persone che mangino da sole con le cuffie alle orecchie e/o con il portatile (spopola il Mac e spopolano ancor di più gli i-phone, ma in maniera ossessiva)… chissà se è un’abitudine o se c’è solitudine in tutto questo…Spero non sia la seconda…
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