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Anche per quest'anno il Vegfestival, alla sua sesta edizione è finito. Possiamo quindi fare il punto della situazione dato che Veganlife è stato al Parco Le Serre tutti e tre i giorni della manifestazione: abbiamo assistito alle conferenze, ai concerti, ai laboratori, alle dimostrazioni e alle lezioni di prova di yoga e aikido, abbiamo anche cenato nelle tre serate oltre che girato per gli stand parlando con tante persone.Purtroppo quest'anno la nostra impressione non è stata così favorevole come quella degli anni precedenti (abbiamo visto tutte le passate edizioni!), in particolare per quanto riguarda quella parte che si definiva “ristorante”.
Ma andiamo con ordine. La prima sera “risotto alla contadina”: chicchi crudi, dadi di patate crudi, zucchini molto croccanti. Chiudiamo gli occhi sugli zucchini, ma le patate erano immangiabili! Il sapore non era male, ma la cottura completamente sballata. Probabilmente devono aver messo gli ingredienti nel pentolone e cotto il tutto per 8 minuti a essere generosi. “Pasta con ragù di seitan”: pasta stracotta, ragù acido, il soffritto decisamente croccante. Anche qui devono aver messo tutti gli ingredienti nel pentolone e averli cotti a malapena per 10 minuti, versato il ragù ancora bollente sulla pasta già non al dente con il risultato di un pastone che “camminava da solo”. Del “tris di antipasti” non salverei niente perchè il tortino di erbette era gommoso, asciutto e servito freddo, il pomodoro ripieno senza infamia senza lode e l'assaggio del tofu alquanto insulso. Non abbiamo preso il secondo perchè la cipolla del “seitan alla veneziana” era visibilmente poco cotta. Molto stupiti e demoralizzati, non ci siamo spinti fino al dolce. Ci siamo detti: “sarà un caso, magari il primo giorno,... l'organizzazione in cucina,... qualcosa è andato storto,... Diamogli una seconda chance domani, sembra impossibile!”.
Ecco a cosa siamo andati incontro il giorno dopo: nell'”antipasto di fagioli”, la cosa più tenera era la cipolla cruda, per il resto, volendo puntare i legumi con la forchetta, si piegavano i rebbi talmente i legumi erano crudi: mal di pancia assicurato! “Pasta con le lenticchie”, appena passabile ma sempre acido il condimento, questa volta pasta decisamente al dente e piatto semifreddo... Masticando bene... Ma il piatto forte della cena è stata la “lasagna al pesto”... molto buono il pesto ma su 4-5 strati di pasta 3 erano crudi, tipo suola di scarpa e dire che era croccante sarebbe un complimento. Ovviamente abbiamo mangiato solo il pesto. Veniamo al secondo: “spiedini di tofu, tempeh e seitan”, bella l'idea, qui è difficile sbagliare. Eppure sono riusciti a rendere sgradevole anche questo piatto servendolo completamente ghiacciato, appena tirato fuori dal frigo. Dai... Va bene una sera, ma due... Proviamo allora la “farinata” della pizzeria... peccato solo per la distribuzione del sale... al primo boccone ci è sembrato di mangiare un cucchiaino di sale mentre in altri punti era completamente sciapa, insipida,... un fiasco anche la pizzeria?!! A questo punto, nessuno ce lo impediva e, con lo stomaco vuoto e la pasta delle lasagne e i fagioli nel piatto, ci siamo diretti verso la cucina per parlare con un responsabile. Abbiamo parlato con un cuoco, glieli abbiamo fatti vedere chiedendogli se lui li avrebbe avuto il coraggio di mangiarli... E abbiamo saputo che purtroppo i mezzi messi a disposizione dall'organizzazione del Vegfestival ai cuochi volontari erano ridotti all'osso: 5 teglie per preparare i primi, un forno anche inclinato così i cibi non potevano cuocere uniformemente, 2-3 fuochi o poco più per gli altri piatti. Il cuoco era visibilmente imbarazzato e dispiaciuto. A noi sarà capitata la parte non cotta della teglia! E intanto ritornavano in cucina i piatti degli spiedini da scaldare....Allora abbiamo cercato un responsabile del Vegfestival e ci è stata indicata una ragazza di cui non faremo il nome perchè il nostro intento non è quello di parlare male degli organizzatori, per nessun motivo. Insomma, la sua risposta è stata che lei non controllava cosa succedeva in cucina, che lei non ne era responsabile, che avrebbero dovuto organizzarsi i cuochi, cuocere le cose prima... e per 10 volte tutto quello che ha saputo dirci è stato: “non so cosa dirvi, non so cosa farci”. E che più su di lei non c'era nessun'altro con cui parlare. “Siamo a posto” abbiamo pensato.
Ci dispiace davvero tanto, non per aver mangiato male per 2 sere (la terza, sfiniti, abbiamo mangiato alla paninoteca dei panini molto buoni, curati, con il pane integrale a pasta acida, quindi con un minimo di attenzione...) o per aver speso 25 euro a testa al ristorante nelle 2 serate, ma perchè lo scopo di divulgare il veganesimo è andato completamente in frantumi con quei piatti che hanno proposto. Lo abbiamo spiegato anche al cuoco e all'organizzatrice che la nostra, oltre a essere una lamentela a pieno diritto, voleva essere una critica costruttiva per le future edizioni e che se vuoi far conoscere il modo di mangiare vegano non puoi permetterti di cadere così in basso perchè gli amici degli amici che hanno accettato di mangiare per una sera un pasto senza prodotti animali, sono fuggiti a gambe levate e parecchio interdetti. Quindi una discreta figuraccia per tutti. Noi capiamo benissimo i meccanismi di sopravvivenza di una manifestazione come questa, rivolta ancora a pochi, capiamo le spese dell'affitto del sito, dei permessi,... sappiamo anche che attraverso il cibo può arrivare una buona fetta di introiti, ma deve essere portata maggiore attenzione a questo aspetto, deve essere lasciato meno al caso. Perchè se si è disposti a fare 30 minuti di coda alla cassa poi altri 20 per sedersi e altri 20 per iniziare a mangiare, si dovrebbe aver diritto a un pasto (nemmeno troppo economico) dignitoso nel rispetto del proprio corpo e non solo dell'etica!Perchè se qualcuno ignaro di tutto si è avventurato per il Parco solo per la curiosità di capire chi sono i vegani, cosa vogliono e come si nutrono... non lo hanno di certo capito né tentomeno apprezzato attraverso il cibo. Peccato davvero, magari, con quei mezzi a disposizione in cucina si poteva pensare un menù meno impegnativo ma comunque rappresentativo del veganesimo e tutti ci saremmo alzati da tavola soddisfatti anche se non troppo sazi. Ma bisognava pensarci prima.
Auguri per la prossima edizione del Vegfestival! Veganlife ci sarà ancora.
gli stands
il laboratorio del seitan
l’esterno
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