Vegfestival 2009 che amara delusione 2 - A volte ritornano

Saturday, June 27, 2009 11:21:00 AM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)

Nei commenti alla precedente recensione del Vegfestival 2009 mi è stato fatto notare che ho saputo solo criticare la cucina del Vegfestival, punto nevralgico della manifestazione, e non ho scritto niente di positivo sul tutto il resto. Cerco di rifarmi adesso raccontando l’esperienza di VL durante quei 3 giorni.

Tra tutte le cose proposte, ed erano davvero una marea, abbiamo scelto un campione di appuntamenti a cui partecipare, scelti a caso, e su cui farci un giudizio generale del Vegfestival… di solito si fa così.

Tra tutte le conferenze (mi suggeriscono dall’organizzazione 12) ne abbiamo scelte un paio che ci interessavano: quella del gruppo di acquisto Il Gatto Apu (http://nuke.ilgattoapu.org/) che ci è sembrata ben organizzata, scorrevole e piacevole e una in particolare, una delle conferenze potenzialmente più interessanti: quella sull’alimentazione vegana e agonismo che prospettava di chiarire molti aspetti legati alla corsa e all'essere vegani e più in generale allo sport agonistico praticato da persone che non si alimentano in modo tradizionale.
Il primo oratore era Peter Simpson dei VeganRunners inglesi (http://www.veganrunners.makessense.co.uk/index.html) che, non riuscendo a proiettare le foto che aveva portato con sè è riuscito comunque a farle circolare spiegando molto dettagliatamente la composizione dei vari gruppi, i tempi di percorrenza e i piazzamenti dei vari atleti vegan nelle ultime gare, con particolare attenzione alle distanze dei 10 Km, della mezza maratona e della maratona. Purtroppo alle specifiche domande del pubblico sui cicli di alimentazione, sull’utilizzo della caffeina,… non è sceso affatto nei dettagli. In particolare, quando ci siamo avvicinati per chiedere alcune spiegazioni in merito a determinati tipi di allenamento è rimasto molto sul vago.
La seconda parte della conferenza era dedicata al Body Building e gli oratori erano Pete Ryan e Robbie Hazeley. Loro si sono dilungati maggiormente sul tipo di alimentazione da adottare in vista di una gara e come comportarsi nello specifico prima e dopo, purtroppo lo sport a cui si sono dedicati è qualcosa di molto particolare che esula da qualsiasi altro tipo di preparazione (es: ciclismo, corsa, nuoto,...) con 8/10 pasti al giorno assumendo un quantitativo di kcal che nessun praticante di qualsiasi altro sport potrebbe permettersi di fare.
Una nota di colore: tra il pubblico presente in sala è serpeggiato un minimo di malumore quando gli oratori hanno illustrato il loro modo di alimentarsi integrando il tutto con creatina sintetica. Come dicevo prima, niente ha a che spartire con gli sport praticati comunemente quello di cui parlavano Pete Ryan e Robbie Hazeley.

Dei 3 concerti abbiamo assistito a uno davvero molto gradevole, quello di Angela Kinczly, cantante e musicista bresciana molto brava (http://www.angelakinczly.com/), dalle sonorità sensuali, con influenze di musica folk ed elettronica. Con i suoi 2 musicisti ci ha regalato un’ora di musica deliziosa. L’abbiamo scoperta qui, e se non fosse stato per il Vegfestival non l’avremmo di certo cercata.

Abbiamo consumato al bar dell’ingresso e tutto è filato liscio, buoni i panini, buoni i dolci che andavano a ruba!

All’interno del Parco facevano da padrone dell’evento, sicuramente, gli stand sia informativi, pronti a rispondere a ogni domanda e richiesta sul veganesimo, che commerciali collocati sia al coperto sia all’aperto. Mi è dispiaciuto moltissimo quando si è sollevata quella bufera di vento e pioggia che ha scardinato le strutture, sembrava la scena di un film… ma prontamente i volontari si sono rimboccati le maniche e hanno raccolto i materiali e aiutato gli standisti a trasferirsi all’interno, insieme agli altri. Le proposte degli stand erano di vario genere, dall’alimentare alla cosmesi, al dormire, al vestire naturale… Abbiamo parlato con quasi tutti loro e l’ambiente era davvero molto rilassato e piacevole. Una nota di merito va fatta a tutti quegli stand che oltre a pagare per poter partecipare e occupare lo spazio della loro struttura hanno messo a disposizione assaggi a volontà per tutti e tre i giorni, davvero meritevole: dove vedevi capannelli di persone “intuivi” che si distribuiva cibo.

Ho già ampiamente elogiato la paninoteca… davvero buoni i panini e le crepes.

Dei laboratori ho partecipato a uno solo e sono stata ampiamente soddisfatta, perché chi lo ha tenuto si è rivelata una persona molto preparata e professionale. Le ho fatto personalmente i miei complimenti. Conosco bene per altri motivi anche Tiziana che ne ha tenuti due, uno sabato e uno domenica e so che è molto in gamba, saranno stati sicuramente un successo.

Nell’Area Benessere si potevano ricevere anche massaggi gratuiti di  shiatsu o thailandesi e ovviamente mi sono fiondata a provarli! Poi c’era la possibilità di fare lezioni di Yoga, di provare Aikido, Tai Ji Quan… Le dimostrazioni a cui abbiamo partecipato sono state particolarmente carine. Il sabato la lezione dimostrativa di danza EtnoBioMovie è stata molto coinvolgente (peccato per l'assenza dell'arpa dal vivo che avrebbe contribuito, secondo l'insegnante, a un clima veramente particolare), così come la lezione di Tai Ji Quan e Qi Gong ha consentito di avvicinarsi a quest'arte antica ma ancora poco conosciuta e diffusa.
La domenica invece, la dimostrazione sicuramente più d'impatto è stata quella dell'Aikido anche grazie alla chiarezza di esposizione del Sensei e dei suoi allievi. Strutturata molto bene, con una prima fase dimostrativa e una seconda alla quale si poteva partecipare ha avvicinato molto gli spettatori, che sono stati coinvolti e attratti dall'eleganza dei movimenti e dall'efficacia delle tecniche.

C’era anche lo spettacolo del Circo senza animali. Ci sarebbe piaciuto assistervi ma non ci è stato possibile. Magari la prossima edizione!

Sunday, June 28, 2009 1:12:27 PM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
Per Simona:
ho appena pubblicato un secondo articolo sul Vegfestival.
Come vedi, dai confronti costruttivi possono solo scaturire elementi positivi, ed è questa la filosofia che ci spinge a portare avanti il progetto VeganLife.
Se voi non ci aveste fatto notare che era giusto scrivere sul positivo del Vegfestival l'esperienza sarebbe rimasta parziale. In questo modo credo che tutti abbiamo ottenuto il risultato voluto, cioè quello di migliorarsi comunque sempre coinvolgendo il più ampio numero di persone possibili e cercando di avvicinare tutti quelli che pensano che i vegani siano un gruppo chiuso che dà più valore alla vita degli animali che non alla vita umana.

<pensate un attimo di più prima di scrivere recensioni di questo tipo>
Proprio in quest'ottica ho atteso più di 2 settimane dalla fine del Vegfestival prima di scrivere le mie sensazioni che non volevano essere una richiesta di scuse da parte vostra nè tantomeno una sterile critica.
Rinnovo il mio augurio di buon lavoro!

Per Daniela:
grazie dell'invito a partecipare come volontaria alla prossima edizione. Ci avevo pensato anche io, sai? Se vuoi, con il modulo Contattaci puoi illustrarmi come funziona (quando vi incontrate, dove, da quando,...) in modo da farmi una vaga idea dell'impegno e poter prendere in considerazione molto volentieri il tuo invito.
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