Nei commenti alla precedente recensione del Vegfestival 2009 mi è stato fatto notare che ho saputo solo criticare la cucina del Vegfestival, punto nevralgico della manifestazione, e non ho scritto niente di positivo sul tutto il resto. Cerco di rifarmi adesso raccontando l’esperienza di VL durante quei 3 giorni.
Tra tutte le cose proposte, ed erano davvero una marea, abbiamo scelto un campione di appuntamenti a cui partecipare, scelti a caso, e su cui farci un giudizio generale del Vegfestival… di solito si fa così.
Tra tutte le conferenze (mi suggeriscono dall’organizzazione 12) ne abbiamo scelte un paio che ci interessavano: quella del gruppo di acquisto Il Gatto Apu (http://nuke.ilgattoapu.org/) che ci è sembrata ben organizzata, scorrevole e piacevole e una in particolare, una delle conferenze potenzialmente più interessanti: quella sull’alimentazione vegana e agonismo che prospettava di chiarire molti aspetti legati alla corsa e all'essere vegani e più in generale allo sport agonistico praticato da persone che non si alimentano in modo tradizionale.Il primo oratore era Peter Simpson dei VeganRunners inglesi (http://www.veganrunners.makessense.co.uk/index.html) che, non riuscendo a proiettare le foto che aveva portato con sè è riuscito comunque a farle circolare spiegando molto dettagliatamente la composizione dei vari gruppi, i tempi di percorrenza e i piazzamenti dei vari atleti vegan nelle ultime gare, con particolare attenzione alle distanze dei 10 Km, della mezza maratona e della maratona. Purtroppo alle specifiche domande del pubblico sui cicli di alimentazione, sull’utilizzo della caffeina,… non è sceso affatto nei dettagli. In particolare, quando ci siamo avvicinati per chiedere alcune spiegazioni in merito a determinati tipi di allenamento è rimasto molto sul vago.La seconda parte della conferenza era dedicata al Body Building e gli oratori erano Pete Ryan e Robbie Hazeley. Loro si sono dilungati maggiormente sul tipo di alimentazione da adottare in vista di una gara e come comportarsi nello specifico prima e dopo, purtroppo lo sport a cui si sono dedicati è qualcosa di molto particolare che esula da qualsiasi altro tipo di preparazione (es: ciclismo, corsa, nuoto,...) con 8/10 pasti al giorno assumendo un quantitativo di kcal che nessun praticante di qualsiasi altro sport potrebbe permettersi di fare.Una nota di colore: tra il pubblico presente in sala è serpeggiato un minimo di malumore quando gli oratori hanno illustrato il loro modo di alimentarsi integrando il tutto con creatina sintetica. Come dicevo prima, niente ha a che spartire con gli sport praticati comunemente quello di cui parlavano Pete Ryan e Robbie Hazeley.Dei 3 concerti abbiamo assistito a uno davvero molto gradevole, quello di Angela Kinczly, cantante e musicista bresciana molto brava (http://www.angelakinczly.com/), dalle sonorità sensuali, con influenze di musica folk ed elettronica. Con i suoi 2 musicisti ci ha regalato un’ora di musica deliziosa. L’abbiamo scoperta qui, e se non fosse stato per il Vegfestival non l’avremmo di certo cercata.Abbiamo consumato al bar dell’ingresso e tutto è filato liscio, buoni i panini, buoni i dolci che andavano a ruba!
All’interno del Parco facevano da padrone dell’evento, sicuramente, gli stand sia informativi, pronti a rispondere a ogni domanda e richiesta sul veganesimo, che commerciali collocati sia al coperto sia all’aperto. Mi è dispiaciuto moltissimo quando si è sollevata quella bufera di vento e pioggia che ha scardinato le strutture, sembrava la scena di un film… ma prontamente i volontari si sono rimboccati le maniche e hanno raccolto i materiali e aiutato gli standisti a trasferirsi all’interno, insieme agli altri. Le proposte degli stand erano di vario genere, dall’alimentare alla cosmesi, al dormire, al vestire naturale… Abbiamo parlato con quasi tutti loro e l’ambiente era davvero molto rilassato e piacevole. Una nota di merito va fatta a tutti quegli stand che oltre a pagare per poter partecipare e occupare lo spazio della loro struttura hanno messo a disposizione assaggi a volontà per tutti e tre i giorni, davvero meritevole: dove vedevi capannelli di persone “intuivi” che si distribuiva cibo.
Ho già ampiamente elogiato la paninoteca… davvero buoni i panini e le crepes.Dei laboratori ho partecipato a uno solo e sono stata ampiamente soddisfatta, perché chi lo ha tenuto si è rivelata una persona molto preparata e professionale. Le ho fatto personalmente i miei complimenti. Conosco bene per altri motivi anche Tiziana che ne ha tenuti due, uno sabato e uno domenica e so che è molto in gamba, saranno stati sicuramente un successo.
Nell’Area Benessere si potevano ricevere anche massaggi gratuiti di shiatsu o thailandesi e ovviamente mi sono fiondata a provarli! Poi c’era la possibilità di fare lezioni di Yoga, di provare Aikido, Tai Ji Quan… Le dimostrazioni a cui abbiamo partecipato sono state particolarmente carine. Il sabato la lezione dimostrativa di danza EtnoBioMovie è stata molto coinvolgente (peccato per l'assenza dell'arpa dal vivo che avrebbe contribuito, secondo l'insegnante, a un clima veramente particolare), così come la lezione di Tai Ji Quan e Qi Gong ha consentito di avvicinarsi a quest'arte antica ma ancora poco conosciuta e diffusa. La domenica invece, la dimostrazione sicuramente più d'impatto è stata quella dell'Aikido anche grazie alla chiarezza di esposizione del Sensei e dei suoi allievi. Strutturata molto bene, con una prima fase dimostrativa e una seconda alla quale si poteva partecipare ha avvicinato molto gli spettatori, che sono stati coinvolti e attratti dall'eleganza dei movimenti e dall'efficacia delle tecniche.
C’era anche lo spettacolo del Circo senza animali. Ci sarebbe piaciuto assistervi ma non ci è stato possibile. Magari la prossima edizione!
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