Anche quest’anno, il settimo dal 2003 (salvo una pausa nel 2008), si è concluso il tanto atteso Vegfestival 2010. Atteso certamente dai Torinesi ma ancor di più da tutti i vegani.Veganlife ha la fortuna di “abitare” nei pressi della città in cui si svolge questo grande evento e come ogni anno ha fatto una full immersion nelle 3 giornate del 10/11/12 settembre.
Durante la scorsa edizione Veganlife non era rimasta particolarmente entusiasta, anzi molto delusa, in particolare dal cibo che si poteva mangiare al ristorante sia a pranzo che a cena… (per i curiosi: Vegfestival 2009, che amara delusione e, inoltre, Vegfestival 2009: a volte ritornano!).Quest’anno il cibo servito era cotto bene, alcune preparazioni davvero molto buone, altre forse meno e tutti i piatti sono stati serviti alla temperatura giusta. Il servizio è sempre stato veloce e efficiente, salvo la prima sera… che deve essere considerata “di assestamento”. Ovviamente piatti, stoviglie e bicchieri erano tutti forniti in materiale biodegradabile e compostabile al 100%, nel pieno rispetto della natura. Unica pecca (forse) o virtù: il pranzo di sabato è stato praticamente una rielaborazione/ripresentazione di alcuni piatti della cena del giorno precedente. Per alcuni, che come noi avevano magari già cenato il venerdì, è stato visto come un “riciclo” dei piatti contro lo spreco, per altri invece una pura ripetizione. Preferiamo certamente vederla nell’ottica del riciclo.
Inoltre, una notizia davvero di buon auspicio: nella cena di sabato si sono contati più di 350 coperti escluse le pizze (rigorosamente vegan!)!! Un bel numero!
Sempre ottimi i panini del bar che continuano una invidiabile tradizione!! Slurp…In generale l’impressione di quest’anno è stata davvero molto positiva, sotto tutti gli aspetti. Abbiamo respirato e toccato con mano gli sforzi fatti dai volontari e dall’organizzazione per il successo che merita un Festival di questo genere, purtroppo ancora di nicchia. Certo, gli intoppi non sono affatto mancati soprattutto nell’Area Incontri dove, per esempio, causa motivi tecnici è stato possibile proiettare il primo filmato in programma solo con più di un’ora di ritardo. E a causa di ciò si è potuta vedere solamente la versione breve dell’interessante documentario “Meat the truth”. Peccato! Ma il DVD era in vendita al banchetto a soli 7 euro, più che accessibile.
Un altro leggero “disguido” a cui abbiamo assistito è stato quello dell’unione, all’ultimo momento, di 2 conferenze che si sarebbero dovute tenere contemporaneamente ma separatamente, quella del Dr. Luciano Proietti e della Dr.sa Isabella Siciliano. La conseguenza è stata che, essendoci molto pubblico, i mezzi tecnici (microfono e altoparlante) a disposizione erano un po’ scarsi e raggiungevano a malapena le ultime file. Ben venga invece l’unione delle 2 conferenze, in quanto gli argomenti trattati erano di estremo interesse. Pazienza per chi si è dovuto spostare da un’area all’altra!
La novità di quest’anno è stata la proiezione di film/documentari sul tema etico, circa 6 o 7, tra i quali “The cove”, un po’ crudo e violento (prima della proiezione i genitori dei bambini sono stati correttamente avvisati). Altri filmati erano, invece, adatti anche ai più piccoli... Purtroppo non siamo riusciti a partecipare a tutte le proiezioni perché erano in orari in cui si accavallavano con altre conferenze/laboratori di nostro interesse. Da questo piccolo dispiacere nasce un suggerimento che vorremmo dare all’organizzazione del Vegfestival e cioè di valutare la possibilità di ripetere le proiezioni nell’arco di tutto il Festival, in fasce orarie diverse, in modo tale da permettere a chi non può assistervi la prima volta di poterlo fare comunque nelle proiezioni successive.
Gli ospiti nelle tre giornate sono stati davvero tanti e tante anche le attività e le proposte di vario genere. C’era sempre qualcosa da fare o vedere nelle varie aree (Area Incontri, Area Laboratori, zona Benessere, zona Bimbi, zona Cani o ancora Area Spettacoli).
Quindi davvero bene bene!! Davvero un’enorme attenzione ai bambini e alle mamme, con la consueta Area Allattamento. Bravi!
Dicevamo degli ospiti… davvero tanti! E tanti gli argomenti! Le conferenze che abbiamo seguito nelle 3 giornate sono state molte e interessanti… da quella del Dr. Massimo Tettamanti, a quella di Ornella Navello sull’ecologia della casa: una signora davvero carina che fa venire voglia di sperimentare la sua MentaMicio, piuttosto che il deodorante o il detersivo o lo shampoo per capelli che puoi preparare a casa, con ingredienti naturali e che non inquinano. O la conferenza della canadese Sonia Lemoine, una personal trainer che ha raccontato il suo avvicinamento al mondo vegan in giovane età chiarendo i dubbi dei più scettici sul fatto che sport e vegan non possano coesistere. A tutti i partecipanti ha regalato un braccialetto e un campioncino di una bevanda alternativa al caffè. E, alla faccia di chi dice che i vegani sono tristi, alla fine del suo intervento ha insegnato la Zumba, una danza creata da lei molto divertente!
E ancora Yari ed Eduardo con i loro laboratori di cucina. Entrambi preparati, simpatici e professionali. Si respirava pienamente l’entusiasmo di chi ha qualcosa da trasmettere, frutto del proprio bagaglio di esperienza personale! Molto gradite dal pubblico le dispense con le ricette dei piatti che preparavano.Ho notato con piacere che quest’anno i laboratori di cucina non erano a pagamento a differenza dell’anno scorso. Forse per questo motivo o forse perché il Vegfestival 2010 aveva come location il Parco Michelotti a Torino e non la periferia cittadina come nelle ultime 2 passate edizioni, il numero di persone che vi hanno partecipato era notevolmente maggiore. Il laboratorio sulla pasticceria vegana è stato un successo di pubblico!! Non so, magari un piccolo contributo simbolico potrebbe aiutare a rimpinguare le casse dell’organizzazione che ha sempre tante spese e bada quasi più alla causa che non al profitto. Ardua scelta.
Poi ancora, nel settore della scelta etica, molto interessanti gli interventi di Massimo Filippi, e quello di Alessia Podda con la medicina alternativa per i nostri amici a 4 zampe, una simpatica ragazza sarda che collabora con i veterinari e cura attraverso l’alimentazione, la floriterapia e le terapie dolci alternative, riscuotendo tanti e gratificanti successi.
E nuovamente ospite del Vegfetival, come accennato prima, è stato il pediatra torinese Luciano Proietti che, insieme alla Dr.sa Isabella Siciliano e alla nutrizionista Ilaria Fasan del Centro pediatrico dell’alimentazione vegetariana di Verona, ha parlato dell’alimentazione nei neonati, di problematiche e temi della medicina ufficiale e di soluzioni molto più naturali e armoniche per mamma e bambino.
Nell’area Spettacoli segnaliamo il concerto di campane tibetane della prima giornata, alla fine del quale era possibile sperimentare gli effetti del suono e delle vibrazioni delle campane appoggiate sul corpo. Peccato solo che il palco all’aperto, con il sottofondo del traffico non abbiano agevolato la concentrazione. A proposito di trattamenti e dimostrazioni, erano disponibili inoltre le prove del massaggio shiatsu, di reiki e di riflessologia plantare. Oltre a lezioni/dimostrazioni di yoga.
Da segnalare anche la costante presenza di Veggie Channel che ha ripreso le parti più importanti del Festival.
E, come sempre, non potevano mancare tutti gli stand informativi e divulgativi del pensiero ecologico o vegano, e i venditori di prodotti alternativi alle proteine animali, come l’onnipresente Muscolo di Grano, o i prodotti della Frys-special, o il Gojuvo… e tanti altri ancora. Alcuni vecchi, alcuni nuovi.
Al prossimo anno!!
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