La tribù dei vegani integralisti del verde

Tuesday, May 30, 2006 4:29:00 PM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)

Fonte: Il Giornale.it - Roberta Pasero

Il primo è stato Plutarco: nel suo Del mangiar carne accusava gli uomini di uccidere creature mansuete per portarle sul desco. Poi è arrivato Leonardo da Vinci: rifiutava i piatti di selvaggina offertigli nei banchetti e chiosava: «Colui che non rispetta la vita non la merita». Veri e propri manifesti vegetariani ancora oggi ostentati da chi ha scelto di eliminare dalla sua tavola, e spesso anche dalla sua vita, tutto quanto ha a che fare con gli animali. Già, perché forse non lo sapete ma l'esercito verde si divide in due schiere: di qui c'è chi sostiene i principi del vegetarismo, di là chi ha fatto sua la filosofia del mondo Vegan. E dunque da una parte sta chi evita accuratamente di trovarsi sul piatto carni e pesci, dall'altra chi, molto più drastico al limite dell'integralismo, non soltanto ha tolto dal suo sguardo tutti gli alimenti che hanno a che fare anche lontanamente con il mondo animale, latte e uova compresi, ma nell'armadio non hanno nemmeno un paio di calzature, un abito, qualche semplice accessorio ricavato dall'uccisione di qualsiasi tipo di animale e quando è in vacanza scatta foto soltanto con macchine digitali perché quelle tradizionali usano pellicola e carta di stampa che contengono molto spesso gelatina sempre e soltanto di origine animale. I più radicali degli uni e degli altri poi estendono addirittura la dieta anche agli animali di casa che non sempre, sfortuna loro, sono onnivori e dunque non apprezzano la privazione di carne e affini.
Vegetariani e vegani conducono comunque una battaglia comune:
chiedono leggi che li tutelino, vogliono ristoranti e mense con menù verdi, auspicano aziende alimentari che rispettino la loro scelta e immettano finalmente sul mercato prodotti senza derivati di origine animale, cose considerate inammissibili sino a qualche tempo fa. Eppure non si tratta più di una minoranza, anche perché il numero è destinato ad aumentare in modo considerevole con gli anni, tanto che si stima che in Italia soltanto i vegetariani, poco meno di 3 milioni nel 2002, diventeranno 7 milioni nel 2010 e addirittura 30 milioni nel 2050.

Per questo, grazie alle legittime pressioni dell'Associazione Vegetariana Italiana (Avi) il mondo dell'industria ed il marketing si stanno gradualmente adeguando, cominciano a capire che i vegetariani rappresentano un target piuttosto appetibile e lanciano sul mercato, anche negli autogrill o nei supermarket, prodotti e piatti a base di verdure o di cereali, di seitan o di tofu, di soia e di hummus, di riso integrale e amido di mais, molti dei quali contraddistinti da una lettera «V» verde per evitare ai seguaci di questa dieta di perdere ore a cercare se tra gli ingredienti c'è anche un solo colorante, addensante o conservante imparentato con buoi o vitelli. E così fanno alcuni ristoranti, ma chi vuole essere certo di sedersi a tavola e poter ordinare qualcosa di veramente vegetariano o vegano può scegliere uno dei locali animal-free del Network Vegetariano segnalato sui diversi siti internet verdi, a cominciare da www.vegetariani.it.

Insomma l'Italia cerca di seguire l'esempio degli Stati Uniti dove i vegetariani sono oltre 10 milioni e i vegani più di 2 milioni e mezzo e secondo gli ultimi dati nel 2003 hanno fatto acquisti alimentari per 1 miliardo e 600mila dollari,
con un incremento ulteriore previsto da qui al 2008 di ben il 61%. Anche perché c'è vegetariano e vegetariano: ci sono i semivegetariani che mangiano tutto tranne le carni rosse, ci sono quelli che escludono tutte le carni animali tranne i pesci, ma anche i vegetariani che fanno a meno di ogni tipo di carne, quelli che eliminano dalla tavola oltre a carni, latte e derivati anche uova, miele e tutti i derivati animali e chi addirittura non mangia più nemmeno cereali e ortaggi.
In realtà non sempre è facile vivere attenendosi alle regole vegetariane, soprattutto a quelle del mondo Vegan. Bisogna essere abili a destreggiarsi in ogni momento della giornata: per chi va all'estero un aiuto arriva cliccando sull'indirizzo web www.ivu.org/italian/phrases/index.html dove si trovano tradotte in moltissime lingue del mondo le principali frasi che garantiscono la sopravvivenza, da «Io sono vegetariano» a «Io sono un vegano», sempre ammesso che poi si sappia spiegare ai curiosi il significato della parola, ma non sempre è facile trovare gioielli senza piume e senza perle, acquistare profumi privi di essenze di origine animale, trovare agriturismi che non abbiano, come spesso capita, animali da cortile o piccoli allevamenti annessi.
Per non isolarsi un aiuto arriva sempre da internet e dai siti italiani ed internazionali come:
www.veggiedate.org,
www.veganitalia.com,
www.veganhome.it,
www.viverevegan.org,
www.scienzavegetariana.it,
autentiche comunità virtuali dove scambiarsi esperienze, indirizzi, ricette.

Ma vegetariano si nasce o si diventa? Se non si è costretti dalla nascita come capita ai rampolli di famiglie «convertite» lo si diventa col tempo.

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